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La distanza fra me e te

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La distanza fra me e te

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Non ti vedo/non ti parlo, ma comunico!

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Quando le persone comunicano fra loro, lo fanno a una certa distanza, che può essere più o meno ravvicinata. Come si vede dalla figura sotto, solitamente si distinguono quattro livelli di distanza fra persone nella comunicazione: la zona intima (0-0,5 metri) è quella in cui le persone comunicano stando molto vicine e potendosi anche toccare (per esempio fra partner, amici stretti), al contrario la zona pubblica (oltre i 4 metri) è quella della massima distanza fra i corpi e del massimo (tipica delle situazioni pubbliche ufficiali, come conferenze, ecc.). La zona personale (0,5-1 metro) è invece quella in cui è possibile toccare l'interlocutore ma senza trovarsi in una relazione di intimità, la zona sociale (1-3,5/4 metri) è la distanza per le interazioni meno personali (ufficio, conoscenti...). Ovviamente queste distanze sono tendenze generali e non regole. Può benissimo succedere che parliamo col nostro partner senza entrare nella zona intima e viceversa può succedere che parliamo con un collega entrando nella zona personale.

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Ad ogni modo, in generale accorciare o allargare le distanze con il nostro interlocutore ha precisi significati in relazione alla conversazione in atto. La vicinanza può essere segno di affetto, ma anche di aggressione e minaccia: tutto dipende dal contesto in cui ci troviamo e dal rapporto che abbiamo con l'interlocutore. La distanza spaziale rappresenta anche la distanza sociale fra le persone: in generale, più le persone stanno vicine con i loro corpi e più sono in un rapporto di confidenza e/o informalità, più stanno lontane e meno sono in un rapporto di confidenza e/o informalità.
Questo in generale. Come le persone gestiscono le distanze dipende però dalle diverse culture. Alcune culture sono dette "della distanza", perché si tende a mantenere distanza ampie. In altre culture, invece, dette "della vicinanza", le persone tendono a stare più vicine mentre comunicano, e la distanza è considerata segno di ostilità. Nelle culture della vicinanza le persone tendono a rimanere vicine e, soprattutto se si conoscono bene, molto spesso hanno anche un contatto corporeo (per esempio, si toccano un braccio per richiamare l'attenzione dell'altro, parlano tenendo un braccio sulle spalle dell'altro, in segno di protezione e affetto). Quando invece la comunicazione avviene fra estranei o fra persone fra le quali esiste una certa "distanza sociale" (professore-studente, capo-dipendente), le distanze si allargano.
Ovviamente, questa è la tendenza generale, ma ci sono altri fattori che possono influire nella gestione delle distanze da parte di una persona, prima di tutto il carattere più o meno espansivo. In qualsiasi cultura, il non rispetto della zona personale o una gestione "sbagliata" delle distanze può essere interpretato come un'aggressione o come un gesto di maleducazione. Per esempio, se siamo alla fermata dell'autobus e sulla panchina c'è solo un'altra persona a noi estranea, di solito non ci andiamo a sedere a stretto contatto, ma tendiamo a sederci nel lato opposto della panchina. Fare il contrario sarebbe certamente interpretato dall'altra persona come un comportamento aggressivo o fuori luogo.

 

Attività
1. Il significato delle distanze
2. Distanze... dove e con chi?
Nel linguaggio storico e politico, l’atteggiamento e il comportamento di chi cura prevalentemente i propri particolari interessi, esercitando, coscientemente o inconsapevolmente, un’azione disgregatrice o comunque dannosa nei confronti del più vasto organismo di cui fa parte. Eccessivo interessamento dimostrato per una singola città o regione e per le cose che la riguardano.